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Un Thinking Day speciale
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Un
momento del pranzo dei paesi ricchi e dei paesi poveri del
mondo organizzato dai Rover della Compagnia Caravanserai
Thinking Day
Numana,
20 febbraio 2011 |
Che sarebbe stato
un TD particolare lo avevo supposto fin dai giorni precedenti:
riunioni, gruppi di lavoro, telefonate, mail… i rover si stavano
muovendo alla grande e molti se ne stavano accorgendo.
Qualcosa avevo subodorato avendo sentito voci delle attività del
campo invernale all’Arsenale della Pace a Torino dove erano andati
“in massa” i nostri rover con Capo e Vice Capo Compagnia; il fatto
di voler ripetere quel certo tipo di esperienza rivolta a tutta la
Sezione all’inizio mi aveva lasciato un po’ perplesso. Avrebbero
compreso bene, anche i lupetti e le lupette il significato
dell’attività proposta?
Adesso sono contento, soddisfatto e ricreduto come, credo, gli altri
capi che hanno partecipato domenica al Thinking Day di Sezione a
Numana.
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Al quadrato
iniziale col reparto di AN2 Moby Dick ci arrivo direttamente dalla
sede di Sirolo, dieci minuti a piedi.
Appena arrivati alcuni Esplo stendono insieme a me e a Tindaro una
robusta corda fra due alberi nella piazzetta antistante la sede dei
lupi: lì formeremo il quadrato iniziale del TD; alla corda
appendiamo alcune bandiere, quella italiana innanzi tutto, poi
quella di WAGGGS, del Cngei e i simboli dei due gruppi. Per AN1
Moreno spiega, davanti a tutti (dopo che tutte le
unità si sono posizionate in quadrato e si sono
presentate e dopo che il nostro amato Commissario,
dette poche parole, ha intonato “Sul cappello un bel
fior…”) il significato della tartaruga a vela e di
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Festina
lente; ora tocca a Baloo (Diego) spiegare il simbolo di AN2, il
picchio come simbolo derivato dai Piceni, gli antenati di queste
terre e il motto Omnia mea mecum porto.
Ad una ad una tutte le unità, a partire dai lupi, cominciano ad
entrare nei locali alle nostre spalle, mentre Spina si avvicina a me
e mi dice piano “Come sono belli i nostri rover!” e io aggiungo “e
sono anche in gamba”. I nostri Rover nei giorni precedenti e
durante la mattinata avevano già preparato tutto quello che era
necessario per l’attività. I lupi e gli/le Esplo si siedono per
terra, dietro ci sono i genitori (una cinquantina) quasi tutti
seduti sulle sedie dietro a noi: alcuni rover passano a distribuire
a ciascuno di noi tutti una bandierina di uno stato che casualmente
ognuno tira su da un sacchetto, a me capita il Pakistan e penso,
conoscendo il gioco, che m’è andata male.
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Davanti a noi c’è una tavolata imbandita per una quindicina di
persone, ma noi siamo molti più di 100 stipati per terra e seduti
dietro. Altri rover cominciano a distribuire un piatto e una
forchetta a tutti, ma prima avevano chiesto a chi
aveva la scritta in nero sotto alla bandiera
nazionale corrispondente di accomodarsi al tavolo,
ed una quindicina di persone lo fanno: la Francia,
l’Inghilterra, gli Usa, la Cina, il Belgio, la
Germania, ecc. Sono i paesi cosiddetti ricchi.
Luca non ancora lupetto ma fortunato ha
trovato l’Italia e si è seduto a capotavola; altri rover cominciano
a portare ogni ben di Dio sulla tavola imbandita: insalata di riso,
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formaggi,
affettati, fra cui un prosciutto crudo appena tagliato e profumato,
e pane già affettato.
Ora chiedono a chi ha la scritta rossa sotto la bandiera di alzarsi
in piedi. i Paesi che rappresentano, infatti, non sarebbero tanto
poverelli, avendo tante materie prime e frutta a volontà… e così
arrivano dei mega cesti di frutta di ogni tipo, arance, ananas,
pere, mele, pompelmi ecc. Ebbene, dicono i rover questa frutta è
vostra potete accomodarvi a mangiarla ma, aspettate un momento, tu
che sei la Somalia non sei per caso in guerra, e anche tu che sei il
Sudan, oppure tu che sei l’Etiopia e tu, e tu, e tu, e tu, non siete
tutti in guerra? e come fate a pagare le armi che vi servono per
combattere i nemici, ma è chiaro, logico, lapalissiano, vi vendete
le risorse che avete e così eccovi le armi, e portano una cassa di
legno piena di armi (disegnate), noi ci prendiamo tutta la vostra
frutta e la diamo a quelli che le armi le producono e che ve le
vendono e che, guarda caso, sono gli stessi che erano già seduti
comodamente al tavolo.
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Vedo le lingue che fuoriescono dalla bocca, qualcuno manda giù la
saliva, alcuni lupi cominciano a spazientirsi gridando “abbiamo
fame”; “Giusto”, dice un rover, “cominciamo pure a mangiare”. E noi
tutti, tranne quelli comodamente seduti ai tavoli, mangiamo il
cucchiaino di riso che i rover ci hanno appena messi nel piatto
miseramente vuoto; poi, se vogliamo bere, dobbiamo attingere con un
mestolo ad una grande bacinella posta nel centro del grande locale:
rappresentiamo i paesi poveri mica vorremmo anche l’acqua minerale!
Ma se qualcuno pensa che sia finita qui si sbaglia, sentite che
succede ora: Damiano, il rover che insieme a Lucia sta animando e
spiegando l’attività, passa
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vicino alla
tavolata dei commensali chiedendo ad alcuni quali sport facciano e
Luca, il cucciolo a capotavola, comincia ad elencare la sua lunga lista di sport, ad un
certo punto Damiano gli dice “Ma con tutto lo sport che fai non ti
basta questo piatto di riso” e gliene versa nel piatto ancora due
mestolate, poi va da un genitore e chiede quale professione svolge,
e alla risposta stessa cosa; a tutti i commensali seduti a tavola
vengono dati altri cibi ed altri piatti che continuano ad arrivare
dal retro, e mentre mi sto sgranocchiando l’ultimo dei miei otto
chicchi di riso (fra l’altro buonissimo), altri due rover mettono
davanti alla tavolata un enorme buzzico dell’immondizia: Damiano
spiega ai commensali (sempre quelli comodamente seduti in tavola)
“Ora che vi siete saziati possiamo buttare via tutto quello che
avete avanzato”, mentre Lupi ed Esplo cominciano a gridare “No, non
buttate via niente, noi abbiamo fame!” i rover prendono quello che è
avanzato dalla tavola e cominciano a buttare nel buzzico quantità
industriali di riso condito con olive, peperoni, piselli, formaggio
ecc.
Voglio subito dire che il buzzico era un finto buzzico e che tutta
la roba che sembrava buttata via è stata subito recuperata, ma non
vorrei scrivere come è andata a finire l’attività.
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Chi non era
presente difficilmente riesce a comprendere appieno le emozioni che
tutti hanno provato in quei momenti, fatevele raccontare dai vostri
figli, dai vostri amici, dai vostri compagni di muta, di pattuglia e
di equipaggio.
Nel pomeriggio ogni unità prepara una piccola scenetta che poi
presenta al quadrato finale e dopo, con i genitori, abbiamo cantato
“Insieme” dopo aver apprezzato il grido di caccia dei
nostri meravigliosi rover che ci hanno preparato il pranzo e soprattutto ci
hanno aiutato a riflettere su come va il mondo e su quello che noi
possiamo fare per contribuire a cambiarlo un po’, passo dopo passo. |
La ciliegina finale però ce l’ha riservata Dede che ha consegnato a
Giulia la sua testa di moro, il porta foulard che rappresenta un
altro passo in avanti del nostro cammino da capi, un piccolo grande
passo avanti verso il nostro sogno di cambiare il mondo insieme a BP
e a tutti gli altri scout.
Gattone
Ingegnoso
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